Calcolatore di premi
Richiedi una consulenza

La giusta protezione per la vostra salute

Il vostro consulente clienti EGK vi aiuta a trovare la giusta copertura assicurativa per la vostra salute.

Richiedi consulenza
Padre e figlio piantano un albero

Come mi sono liberata di schemi e abitudini distruttive, parte 3

I miei ultimi due post del blog riguardavano due domande. Primo: perché le abitudini sono così importanti per noi esseri umani? E secondo: quali condizioni devono essere soddisfatte per rompere determinati schemi distruttivi?

Non ho ancora risposto alla domanda decisiva, ossia come sono riuscita a liberarmi di quelle brutte abitudini.

Un piccolo spoiler: non ce l’avrei fatta senza un aiuto esterno. La mia psicologa, con la quale mi sono confrontata spesso nel periodo successivo alla fine della mia carriera agonistica, mi è stata di grande aiuto. Lasciare le cattive abitudini è una sfida enorme.

Questo perché non si può considerare solo l’azione in quanto tale. È vero che in molti casi una persona che fuma è dipendente dalla nicotina, ma è almeno altrettanto vero che le piace la situazione in cui si trova quando fuma: la sigaretta le regala una pausa dal lavoro, un momento di socialità con altri fumatori fuori dal ristorante.

Questa associazione tra azione e contesto è però anche un’opportunità: chi vuole cambiare il proprio comportamento, può cambiare il contesto. Si sa che i fumatori che vogliono rinunciare al loro vizio hanno due volte più probabilità di riuscirci se smettono durante le vacanze. In generale, chi aspira al cambiamento trova le occasioni migliori nei momenti di grande passaggio della vita. Dopo una grave malattia, un divorzio o in occasione di un nuovo lavoro spesso siamo costretti a rimetterci sui binari. Questo vale anche quando ci si è appena innamorati o si entra in una nuova cerchia di amici: stiamo attenti a come ci comportiamo, rinunciamo a vecchi modi di essere, acquisiamo qualcosa di nuovo.

Nel mio caso, la grande svolta, ovvero l’abbandono dello sport agonistico, risale ormai a parecchio tempo fa. Ma è stata quella svolta a rendere inutili delle abitudini prima importanti. C’erano così tante cose che volevo lasciarmi alle spalle, ma ero consapevole di non poter cambiare tutto in una volta. Se passo la giornata a sforzarmi di cambiare il mio modo di pensare, ho fallito. Quindi ho affrontato uno schema distruttivo alla volta, primo tra tutti, lo stress sotto la doccia. Per la prima volta nella mia vita, volevo essere in grado di godermi una doccia senza pensare a cosa avrei fatto dopo.

In particolare mi ha aiutato un trucco: quando mi accorgevo che i pensieri prendevano il volo verso la lista delle cose da fare, cercavo di rivolgere l’attenzione a uno stimolo esterno. L’odore del bagnoschiuma, il getto d’acqua sulle spalle, i capelli bagnati. Sono rimasta sorpresa dall’energia che mi dava fare la doccia in questo modo: erano anni che mi lavavo con quel bagnoschiuma, ma mi ero dimenticata di quanto fosse buono il suo profumo. Per anni l’acqua mi ha rimbalzato sulle spalle mentre io ero persa nei miei pensieri, inconsapevole di quanto mi facesse stare bene.

Così, a poco a poco, ho eliminato una serie di cattive abitudini. E se mi capita ancora di essere insoddisfatta una sera perché vedo solo ciò che non sono riuscita a fare, mi siedo consapevolmente e faccio un elenco delle cose che ho fatto. A volte l’elenco è breve, ma va bene. Perché una cosa si impara di sicuro quando cominciamo a lasciare le cattive abitudini: che i piccoli passi contano.

 

Cosa state cercando?
loading
Chat bot Guten Tag, haben Sie Fragen? Schreiben Sie uns Ihre Anliegen gerne im Chat!